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Uscire sani e salvi da un colloquio di gruppo, si può!

  • Immagine del redattore: versoilcolloquio
    versoilcolloquio
  • 28 giu 2018
  • Tempo di lettura: 4 min

Finalmente ti hanno contattato per la candidatura che avevi presentato tempo fa, ti hanno fatto una breve intervista telefonica e poi ti hanno comunicato data ed ora per il tuo colloquio; il tuo, forse sarebbe meglio dire il vostro! Eh si perché dovrai sostenere un colloquio di gruppo.

Questa metodologia è sempre più utilizzata dalle società nel loro processo di selezione del personale perché permette di valutare le capacità e attitudini dei singoli candidati a lavorare in team, i meccanismi di interazione mentre sono impegnati in un compito e i comportamenti e atteggiamenti all’interno di situazioni che riproducono similmente dinamiche interpersonali aziendali; è un metodo di valutazione che permette di avere un immagine più completa delle skills dei candidati e quindi di fare una selezione più accurata e più rapida. Esistono due tipologie di colloquio di gruppo:

  • Più selezionatori e un solo candidato. In questo caso il gruppo di selezionatori comprende il responsabile delle risorse umane, il manager che probabilmente sarà il tuo capo e delle volte qualche collega del settore in cui lavorerai.

  • Più candidati e uno o più selezionatori. In questo caso i candidati vengono intervistati contemporaneamente. Si inizia con un giro di tavolo in cui ognuno fa la sua presentazione personale, si effettuano dei test scritti e il fatidico role play (gioco di ruolo), ossia un test in cui si simula una situazione aziendale per vedere come la gestisce il candidato.

Il colloquio di gruppo di solito si conclude con un colloquio individuale, dove potrai spiegare come ti sei trovato, quali difficoltà hai riscontrato, oltre chiaramente a parlare di te e a spiegare perché ti senti portato per quel lavoro, oppure può concludersi nel momento delle prove e permettere ai selezionati di ottenere un secondo colloquio individuale. Di solito si sviluppa così si chiede ai candidati (8-15 massimo per volta) di prendere posto intorno ad un tavolo; i selezionatori, o alcuni di loro, sono posti in posizione strategica di ascolto e visione per poter prendere nota di tutto ciò che accade. Il primo step è la presentazione dell’azienda, dei selezionatori e delle attività che potresti svolgere. Si passa poi alla prima fase effettiva in cui inizierai a metterti in gioco, la richiesta può sembrare semplice ma non lo è, dovrai presentarti al gruppo in modo chiaro semplice e completo; spesso alcune aziende richiedono una presentazione tramite immagini, frasi personali, oggetti, tutto ciò che viene chiesto non è frutto del caso ma relativo ad una prima valutazione della tua personalità mista a capacità di sintesi. i selezionatori spesso chiedono chi vuole iniziare per primo. Non è necessario che sia tu a farlo, non cambierà nulla o poco. Anzi, forse è meglio non iniziare proprio subito: ascolta un paio di candidati prima di te, cerca di infondere sicurezza e serenità in chi ti ascolta. Se il pensiero di parlare in pubblico ti mette in ansia, fai prima qualche prova a casa, prepara un discorso e pensa a diverse modalità con cui potresti presentarti in modo efficace, io l’ho sempre fatto ed ha funzionato. Si passa poi al cuore del colloquio di gruppo, le prove! Ti posso essere sottoposte diverse tipologie di prova e durante lo stesso colloquio di solito sono previste almeno una prova individuale, che può essere di logica o di personalità, almeno una prova definita role play in cui devi discutere un caso con gli altri candidati ed un a prova più tecnica, per esempio un test in inglese, tutto dipende dal tipo di azienda e di posizione che viene ricercata.

La durata di un colloquio di questo tipo di solito varia dalle due alle 5 ore, sembrano un infinità ma non temere voleranno.

Durante questo tipo di selezione verrai esaminato su alcune aree:

  1. Area della versatilità: capacità di affrontare il cambiamento, la novità, l’imprevisto

  2. Area intellettuale: soluzione dei problemi, flessibilità di pensiero, innovazione

  3. Area organizzativa: rapidità e frequenza di decisione, capacità organizzativa

  4. Area relazionale: gestione dei rapporti con i colleghi, integrazione in un gruppo

Sicuramente a differenza di un colloquio individuale qui dovrai relazionarti con soggetti che non conosci quindi non potrai utilizzare delle risposte pronte o un copione che ti sei preparato a casa per mostrare solo i lati di te che vuoi far notare al selezionatore, necessariamente, e contro la tua volontà uscirà fuori il tuo reale carattere e sarai messo alla prova anche su quelle competenze su cui spesso è più facile imbrogliare tramite un cv, conoscenza delle lingue e preparazione informatica, per cui il consiglio è di essere te stesso ma di cercare di tenere sempre a mente quale figura professionale è ricercata dalla azienda e quali sono le caratteristiche di tale figura, per provare , quantomeno a tenerti il più in linea possibile con tali caratteristiche, soprattutto se sei convinto di averle. Per cui i consigli che posso darti, da persona che ha vissuto i colloqui di questo genere sia come candidato che come selezionatore sono:

A. non perdere di vista l’obiettivo: bisogna trovare la soluzione al caso presentato, esponendo le proprie opinioni in maniera costruttiva, logica e organizzata;

  1. sostenere le proprie idee significa anche saperle motivare con argomentazioni concrete, spiegando anche il perché si sono scartate le alternative;

  2. parlare in modo chiaro evitando le polemiche e situazioni aggressive;

  3. mostrarsi positivi, convincenti, rispettosi e collaborativi;

  4. evitare di isolarsi se ci si sente in minoranza di idee, piuttosto mostrarsi comprensivi e flessibili;

  5. fare interventi incisivi e sintetici: nessuno starà ad ascoltarci per ore e la capacità di essere comunicativi risiede anche in questo: esprimere un concetto chiaro e in grado di catturare l’attenzione, non solo del selezionatore ma anche dei colleghi candidati;

  6. non è necessario affrettarsi a parlare, nella selezione sono valutati anche altri aspetti come la capacità di ascoltare e comprendere le opinioni altrui;

  7. concentrare l’attenzione e/o lo sguardo non su un singolo partecipante e/o selezionatore, ma su tutti i componenti del gruppo;

  8. non trascurare il fattore tempo, anche durante l’auto-presentazione evitando di apparire laconici o logorroici.

  9. Sfrutta il colloquio di gruppo come un occasione per metterti alla prova e fare un analisi di te stesso e delle tue caratteristiche personali, potrai scoprire aspetti di te diversi da ciò che pensavi e se non dovessero selezionarti potresti comunque aver imparato qualcosa su te stesso.

Questo era un breve assaggio sul mondo dei colloqui di gruppo, se vuoi saperne di più, scoprire quali tipologie di prove potresti dover affrontare e magari partecipare ad una simulazione, contattami su versoilcolloquio@libero.it o via facebook/Linkedin.

 
 
 

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