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La volta in cui ho risposto ad un annuncio fake

  • Immagine del redattore: versoilcolloquio
    versoilcolloquio
  • 28 mag 2018
  • Tempo di lettura: 4 min


Nella marea di annunci di lavoro che si possono trovare online alcuni di questi, spesso, sono non proprio chiari riguardo informazioni su luogo di lavoro, caratteristiche della mansione, tipo di contratto, durata di questo, aspetti retributivi e cosi via; alcuni sono semplicemente incompleti per mancanza di esperienza da parte di chi li pubblica, altri volutamente vengono privati di alcune informazioni, su richiesta delle aziende, molti di essi però, sono realizzati ad hoc, perché dietro informazioni incomplete o fuorvianti nascondo offerte di lavoro per posizioni professionali, che potrebbero non risultare appetibili a molti.

Personalmente mi è capitato di rispondere ad un paio di annunci di questo tipo. Ormai dopo anni di esperienza so riconoscere un annuncio non veritiero da uno semplicemente celante o incompleto ma in passato ho sostenuto anche qualche colloquio per offerte di lavoro poco chiare.

La prima volta l’annuncio presentava una posizione aperta come Jr manager, con funzioni organizzative, di gestione di un team ed amministrative: L’azienda che ricercava tale posizione era indicata soltanto come grande nome del settore dei servizi, quindi incuriosita risposi all’annuncio e, per quello che ai tempi mi sembrò un miracolo, fui richiamata nel giro di pochi giorni per sostenere un colloquio presso la sede principale di tale azienda. Incredibile mi avevano risposto subito, l’azienda esisteva e per di più si trovava nel centro della mia città.

Durante il colloquio telefonico non mi fu spiegato niente riguardo alla tipologia di lavoro, mi fu ripetuto solo ciò che già avevo letto sull’ annuncio ed io non chiesi alcuna informazione in più.

Mi presentai al colloquio vagamente curiosa ma più che altro preoccupata, non sapendo cosa aspettarmi. Bussai al campanello sul quale era stato incollato un foglio di carta con il nome dell'azienda, mi fece accomodare una ragazza poco più grande di me ed aspettai in sala d’attesa, insieme ad altri candidati silenziosi, finché non arrivò il mio turno.

Il selezionatore mi chiese qualche informazione personale, nessuna domanda che indagasse competenze, conoscenze o motivazioni; poi mi parlò del lavoro come manager: Gestire un team di ragazzi giovani e lavorare in prima persona, proponendo contratti luce ad una rosa di clienti selezionata da me, spostandomi in città e provincia durante tutta la giornata lavorativa. Mmmm…. Non ero per niente convinta, forse non era quello che mi aspettavo dall'annuncio ma non mi sembrava il caso di chiedere di più, per timidezza o insicurezza, quindi accettai di svolgere un giorno di prova, a quel punto, soltanto per capire realmente di cosa si trattasse.

Iniziai la giornata affiancata ad una ragazza che mi disse di essere molto contenta del suo lavoro, di guadagnare un fisso più le provvigioni e di essere manager di se stessa più che di un team; dopo mezz’oretta capii tutto: Vendita porta a porta di contratti luce, con annessa lettura del contatore un po’ truccata, girando quotidianamente in città ed in provincia; ogni giorno il lavoro consisteva nel ripetere un copione ben preciso da imparare a memoria, svolgere qualche controllo specifico e cercare di convincere le persone ad acquistare il servizio; a metà di quella prima giornata di prova salutai la ragazza stupita del fatto che me ne stessi andando così e non mi feci più sentire.

Ora, non ho niente in contrario alla vendita porta a porta, all’offrire possibilità di lavoro a giovani senza esperienza, e penso sia ovvio che in ogni professione ci siano pro e contro e persone più o meno inclini a svolgerla; qualcosa in contrario potrei averla sul piccolo imbroglio riguardo la lettura del contatore, ma il vero problema per me è inerente ad un aspetto che non capisco: Annunci di lavoro camuffati e truccati in modo da far sembrare una professione diversa da quella che è realmente. Perché? Perché far perdere tempo a candidati e perdere tempo noi stessi pubblicando annunci che non permettono di identificare un’offerta di lavoro in modo chiaro e quindi rischiare di avere numerosi candidati non interessati a ricoprire il ruolo, perché nascondere professioni sotto altre, come se ne avessimo vergogna?

Esistono dei principi per la stesura di un annuncio di lavoro che dovrebbero essere sempre seguiti, a mio parere, per non confondere i potenziali candidati, i quali dovrebbero anche imparare, dal canto loro, a non fare come me quella volta e dare la giusta attenzione agli annunci che leggono, stare attenti a ciò per cui si candidano e soprattutto, non avere paura di chiedere informazioni riguardo al tipo di ruolo da ricoprire, mansione, orari e tutto ciò su cui l’annuncio potrebbe essere carente.

Nel corso degli anni ho smesso di candidarmi ad annunci che non mi sembravano convincenti, senza prima informarmi il più possibile, sia per la tutela del mio tempo, sia per quella dell’azienda che in ogni caso sta investendo tempo e denaro in un processo di selezione. Perciò il mio pensiero di oggi è: Se siamo selezionatori cerchiamo di creare sempre annunci chiari e completi, qualunque sia la figura professionale che stiamo ricercando; se siamo potenziali candidati, informiamoci bene, il più possibile e rispondiamo agli annunci solo se siamo davvero interessati.

 
 
 

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Link ad un articolo un pò datato ma con dei principi sempre validi. https://www.risorseumanehr.com/blog-hr/stress-interview

 
 
 

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